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L’origine della tradizione della Castagna Matta

L'origine della tradizione della Castagna Matta

A furia di cercare e leggere antichi testi degli Gnomi, lo Gnomo Gelsomino ha trovato l’origine della tradizione della Castagna Matta.

L’origine della tradizione della Castagna Matta

In un tempo che è troppo lontano da definire, Madre Natura fu interpellata per una questione piuttosto controversa.

Nel bosco della valle delle cascate, lo Gnomo Marón, custode di un castagno e lo Gnomo Fafiét, custode dell’ippocastano, litigavano per stabilire quale fosse l’albero che produceva i frutti più importanti.

Marón sosteneva fosse il castagno, altrimenti perché Madre Natura avrebbe dotato il suo frutto di un riccio tanto spinoso? “Solo le cose preziose vengono protette in involucri difficilmente accessibili”, diceva spesso.

Anche lo Gnomo Fafiét era dell’opinione che fosse il suo protetto, l’albero con i frutti più desiderati.

Madre Natura chiese ai due Gnomi di andare al suo cospetto con tre piatti cucinati con le castagne del loro albero.

La sfida

Il primo fu lo Gnomo Marón che portò in un cestino ricoperto di foglie di castagno, un piatto con della zuppa di castagne, un cartoccio di castagne arrostite e per finire un bicchiere con del delizioso budino di castagne.

Che bontà! Madre Natura assaggiò con gusto ogni piatto, ne chiese la ricetta e congedò lo Gnomo Marón promettendogli che entro un mese avrebbe avuto l’attesa risposta.

Una settimana dopo venne ricevuto lo Gnomo Fafiét che si presentò al cospetto di Madre Natura, con una vellutata di castagne matte, gnocchi di castagne matte e frittelle di castagne matte.

Per Madre Natura fu davvero difficile gustare questi piatti, sia prché il gusto era terribile, ma sopratutto perché le stava arrivando un fortissimo raffreddore.

Anche lo Gnomo Fafiét fu congedato con la promessa che avrebbe ricevuto presto una risposta.

Il verdetto

Il primo giorno del mese successivo, i due Gnomi furono invitati a presentarsi sulla montagna più alta della Valle delle Cascate.

Madre Natura era molto soddisfatta della conclusione alla quale era arrivata.

Parlò prima allo Gnomo Marón lodando la bontà dei piatti preparati con la castagna. Lo Gnomo era al settimo cielo, sicuro di aver vinto la sfida, ma Madre Natura lo invitò a frenare il suo entusiasmo.

Madre Natura racconto ai due Gnomi e a tutti i presenti, che il giorno dopo aver assaggiato le pietanze cucinate con la castagna matta, si era svegliata e il raffreddore era solo un lontano ricordo.

Disse quindi allo Gnomo Fafiét che le sue castagne matte erano terribili da mangiare, ma avevano un grande potere, tenere alla larga il raffreddore. Sconsigliava però di mangiarle, bastava custodirle in tasca per tutto l’inverno.

Gli Gnomi si allontanarono entrambi soddisfatti, la rivalità era sciolta.

Come da tradizione quella importante giornata non poteva che concludersi con una bella festa.

Da quel giorno le castagne furono sfruttate al meglio per le loro qualità in tutti i villaggi degli Gnomi e non solo.

Ecco svelato il mistero della castagna matta.

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La leggenda della castagna matta e il raffreddore

la leggenda della castagna matta e il raffreddore

Una antica leggenda contadina degli Gnomi narra che, tenere in tasca una castagna matta, ti aiuta a prevenire il raffreddore.

La castagna matta è il frutto dell’ippocastano, non del castagno, ha una forma più tondeggiante rispetto alle castagne e non è commestibile.

Gli Gnomi nel raccolgono tantissime da regalare a tutti i loro amici umani perché le tengano in tasca.

Le Gnome sono molto gelose dei loro rimedi naturali a base di miele, limone, aceto, sale, acqua, erbe e anche delle loro leggende e non ci vogliono dire in che modo la castagna matta tiene alla larga il raffreddore.

Le tradizioni si tramandano di generazione in generazione e se ne perdono le origini e le motivazioni.

Per sicurezza anche noi abbiamo raccolto tante castagne matte da regalare ai nostri amici e in più le abbiamo utilizzate per fare tantissimi lavoretti che nei prossimi giorni troverai nelle storie di Instagram e Facebook.

Abbiamo ancora bisogno delle tradizioni?

Gli Gnomi pensano di si e sono felici di esserne i custodi.

Le tradizioni sono le nostre radici.

La filastrocca della castagna matta

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Caccia al tesoro del primo giorno di scuola

caccia al tesoro del primo giorno di scuola

Ho lavorato tutta l’estate a un progetto per rendere più felice il rientro a scuola a settembre ai 𝙗𝙖𝙢𝙗𝙞𝙣𝙞.

Allo stesso tempo sono sicura che le 𝙢𝙖𝙚𝙨𝙩𝙧𝙚 e i 𝙢𝙖𝙚𝙨𝙩𝙧𝙞 saranno contenti di avere un aiuto per questo rientro così particolare, dove l’accoglienza sarà senza abbracci e sorrisi.

Caccia al tesoro del primo giorno di scuola

Ho pensato a una caccia al tesoro del primo giorno di scuola, studiata nei minimi particolari perché sia divertente, ma allo stesso tempo non metta in difficoltà gli insegnanti per il rispetto delle regole sulla prevenzione covid.

Caccia al tesoro del primo giorno di scuola

Sarà garantito il divertimento, tanto quanto il distanziamento!

Dopo il successo della Caccia al tesoro al chiuso e della Caccia al tesoro all’aperto non poteva mancare la:

Caccia al tesoro del primo giorno di scuola

La caccia è composta da 10 prove, va giocata preferibilmente all’aperto, ma va bene anche all’interno di una palestra.

I bambini saranno disposti in ordine sparso, distanziati tra loro, oppure in un grande cerchio.

Ogni bambino, singolarmente, avrà a disposizione tutto il materiale necessario per svolgere la caccia al tesoro.

Le prove non prevedono di andare a cercare degli oggetti nascosti, ma di svolgere delle azioni.

Questa Caccia al tesoro è adatta per bambini dalla classe seconda alla classe quinta della scuola primaria.

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Uno spazio in natura di proprietà di tuo figlio

Uno spazio in natura di proprietà di tuo figlio

Voglio farti riflettere, ma ti darò anche una soluzione pratica per venire incontro ad una esigenza fondamentale del tuo bambino.

Dobbiamo dare ai bambini del tempo per vivere all’aperto, del tempo per incontrare il mondo che gli uomini non hanno creato: insetti, terra, acqua, sassi, nuvole, alberi…..

Quanto tempo passa il tuo bambino/a a contatto con la natura?

Se pensi a quando eri bambina/o, quali sono i tuoi ricordi più belli dei giochi d’infanzia?

L’ho chiesto a parecchi adulti con più di 40 anni e le risposte sono state:

  • “il mio rifugio sull’albero”,
  • “la caccia ai pipistrelli le sere d’estate”,
  • “cercare le lucciole”,
  • “costruire fortezze nel boschetto vicino a casa”,
  • “fare il bagno nel fiume”,
  • “correre nell’erba alta”,
  • “giocare con il fango”,
  • “costruire dighe nei ruscellerei dopo la pioggia”

I tuoi figli hanno mai fatto uno di questi giochi?

Ora stare all’aperto significa andare al parco giochi, giocare nei campetti di calcio o basket, andare in piscina, ma in questi spazi di natura non ce n’è molta. Ci sono il sole e l’aria che fanno senz’altro bene, ma manca il contatto diretto con l’ambiente naturale.

Rispetto alle generazioni passate, i bambini di oggi non hanno quasi mai occasione di passare del tempo all’aperto in giochi non strutturati.

Non hanno l’opportunità di stupirsi, di scoprire e meravigliarsi di tutto quello che la natura crea.

Uno spazio in natura di proprietà di tuo figlio

Premessa: un giardino perfetto è bello ma poco funzionale per la crescita di tuo figlio/a.

Queste indicazioni sono per te che hai un pezzo di giardino, cortile, spazio, aiuola da “regalare” a tuo figlio.

  1. In questo spazio il bambino/a deve essere libero di scavare, costruire, nascondere, piantare e fare quello che vuole.
  2. Se il bambino ha più di 5 anni, puoi rendere anche ufficiale la cessione di questo spazio con un cartello con scritto “spazio di proprietà di….” oppure con un contratto di affitto con la sua firma.
  3. In questo spazio non ci deve essere erba, rimuovila e scava un pò il terreno per ammorbidirlo. Se è troppo duro mescolalo con un sacco di sabbia di fiume.
  4. Regala ai bambini piccole palette da giardinaggio, vanghe, secchi e lasciali fare.
  5. Sicuramente in giardino ci sarà un rubinetto di acqua. Lascia che i bambini trasportino l’acqua con i secchi o con dei piccoli annaffiatoi, fare avanti e indietro da questo rubinetto, sarà parte del divertimento.
  6. Dopo aver piovuto si creerà del fango e per i bambini sarà ancora più divertente.
  7. Per i momenti di pausa, o di osservazione del lavoro fatto, lascia a disposizione qualcosa su cui sedersi, grossi sassi, un tronco, una panchina….
  8. Se in questo spazio possono giocare anche con degli alberi, sarebbe perfetto, qui trovi delle idee per giocare con le piante https://www.giocabosco.it/importanza-per-i-bambini-di-giocare-con-gli-alberi
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L’importanza per i bambini di giocare con gli alberi

Ci sono tantissimi motivi per i quali gli alberi sono indispensabili per la nostra vita e li conosci tutti, anche se forse a volte te ne dimentichi.

Te ne ricordi quando vai al parco giochi con i tuoi bambini, per esempio, e non c’è neanche un albero. Chissà quante volte ti sei chiesta/o come mai chi progetta questi spazi si dimenticarsi che le piante sono fondamentali per fare ombra e abbassare la temperatura del parco.

E poi lo sappiamo: purificano l’aria, ci danno la frutta, forniscono materiale combustibile e la materia prima dei nostri mobili, controllano l’erosione, abbelliscono il paesaggio.

L’importanza per i bambini di giocare con gli alberi

Ma per i bambini, quanto e perché sono importanti gli alberi?

Sono molto importanti perché offrono un punto diverso dal quale guardare il mondo. Possono essere per loro un rifugio e un modo di mettere alla prova la loro forza e le loro capacità motorie.

Sono in oltre una fonte di gioco, eccone alcuni:

  • appendere un’amaca tra due alberi per: giocare a dondolarsi forte e ribaltarsi, raccontare storie, rilassarsi, dormire. Se non hai un’amaca puoi usare delle vecchie lenzuola annodate all’estremità e poi assicurate all’albero con una corda;
  • arrampicarsi su un albero (insegna ai bambini a mantenere sempre tre punti di contatto, due mani, un piede ecc.);
  • un albero solido può essere una base per una casetta o per appendere un’altalena, una corda o degli anelli. Per non danneggiare la pianta metti tra la corda e la corteccia una protezione;
  • con un gomitolo di lana o uno spago si può costruire una grande ragnatela e poi giocare a cercare di superarla;
  • legare uno spago ad altezza bambino ad un albero e proseguire verso altri alberi, il bambino poi dovrà andare lungo il percorso ad occhi chiusi tenendo lo spago;
  • giocare a nascondino;
  • mettere un lenzuolo a cavallo di un ramo basso e fare una tenda;

Insegna ai tuoi bambini ad avere sempre rispetto degli alberi, non si spezzano i rami e non si strappano le foglie, fate sempre attenzione anche a non danneggiare la corteccia.

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I bambini hanno bisogno di creare con la natura

La natura offre a te, ma sopratutto ai bambini, tante idee per esprimere la creatività e divertirsi. Sicuramente anche tu da piccola/o avrai giocato in questo modo e leggendo gli spunti che ti lascio di seguito, torneranno alla memoria tanti momenti speciali.

Forse, ora che sei adulto hai dimenticato quanto facilmente ti divertivi da bambino e con attività a costo zero.

Sporcarsi le mani e giocare con gli elementi della natura è una attività che non possiamo far mancare ai nostri bambini. I bambini hanno bisogna di creare con la natura perché gli oggetti che manipolano ogni giorno, danno loro poco spazio per esercitare la fantasia e la creatività.

I bambini hanno bisogno di creare con la natura, ecco qualche idea:

  • Costruire un nido per gli uccellini fatto di fili d’erba secchi e fango.
  • Piantare un girasole.
  • Creare una barca in miniatura con cortecce, legnetti, foglie e portatela a veleggiare in un ruscello o al lago (oppure a casa in una bacinella).
  • Giocare a rotolare da una collina (divertentissimo!!!).
  • Creare un collage di elementi naturali usando foglie, erba, fiori e incollarli su un cartoncino.
  • Scavare alla ricerca di vermi (non fargli male e dopo averli osservati rimettili nella terra).
  • Uscire dopo un temporale a saltare nelle pozzanghere (meglio se fangose).
  • Costruire uno spaventapasseri.
  • Piantare bulbi, semi, alberi.
  • Costruire e giocate con un aquilone.
  • Organizzare un pic-nic sotto le stelle.
  • Costruire collane e coroncine con i fiori di campo e fili d’erba.
  • Costruire cestini fatti con gli steli della piantaggine che sono lunghi e non si spezzano.
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Gli Gnomi riciclano

Gli Gnomi riciclano

Gli gnomi riciclano tutto ciò che gli uomini lasciano in giro.

È uno dei tanti modi che hanno gli gnomi per difendere la natura.

È anche un pò una filosofia di vita: fare di ogni cosa una risorsa e di ogni avvenimento un’esperienza di crescita.

Prediligono il legno per costruire tutto ciò che gli serve nella vita quotidiana, ma se trovano qualcosa per terra, si riuniscono e, sorseggiando una fresca linfa delle Fate, lasciano spazio alla fantasia e progettano oggetti meravigliosi.

Cosa fare con i tappi a corona?

Oggi li hanno utilizzati per realizzare tavolini e sedie da esterno. In passato li hanno impiegati come pavimentazione per il vialetto d’ingresso della casa del Consiglio degli Gnomi. Un’altra volta per costruire gli strumenti musicali per la banda.

Un giorno hanno trovato un servizio di tazzine abbandonate, alcune sbeccate, alcune perfette.

Cosa ne hanno fatto?

Ne hanno regalata una ad ogni gnoma del villaggio con all’interno una pianta, così ogni casetta ha delle fioriere pratiche ed originali.

Gli Gnomi riciclano e non creano rifiuti, vivono in maniera sostenibile e cercano di insegnarlo anche a noi.

Se vieni a trovarli a Giocabosco non portare piatti, bicchieri o bottiglie usa e getta.

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Gita a Giocabosco e ad Archeopark

Per tutti i nostri ospiti che sono in cerca di idee per completare il loro fine settimana in zona, ecco la terza proposta: l’Archeopark.

Qui trovi la prima proposta: Parco delle Fucine e qui la seconda: Lago di Ledro.

Gita a Giocabosco e ad Archeopark

A un’ora e 15 da Giocabosco, dopo aver costeggiato il Lago d’Iseo si arriva all’Archeopark.

Gita a Giocabosco e ad Archeopark

Gita a Giocabosco e ad Archeopark

L’Archeoprak è a Darfo Boario Terme in Valle Camonica.

E’ una realtà museale che propone alle famiglie e alle scuole la ricostruzione della vita materiale e spirituale dell’uomo della preistoria in modo interattivo.

In uno spazio di circa 100.000 mq. tra boschi e prati, ti farà scoprire come hanno vissuto nel corso di 15.000 anni gli antichi Camuni e le genti padane e alpine.

Gita a Giocabosco e ad Archeopark

La prima cosa che affascina i bambini è la zattera che si sposta da una parte all’altra del laghetto, assolutamente da provare.

Gita a Giocabosco e ad Archeopark
Gita a Giocabosco e ad Archeopark

Se siete coraggiosi è anche possibile provare le piroghe nel lago.

Gita a Giocabosco e ad Archeopark
Gita a Giocabosco e ad Archeopark
Le palafitte
Gita a Giocabosco e ad Archeopark
Prove di caccia con l’arco
Gita a Giocabosco e ad Archeopark
Prove di caccia con l’arco
Gita a Giocabosco e ad Archeopark
Il villaggio Neolitico
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Il trapano manuale
Gita a Giocabosco e ad Archeopark
La grotta Paleolitica
Gita a Giocabosco e ad Archeopark
PALAFITTE:
 Il grande villaggio palafitticolo è costruito sul lago.
Una serie di pali infissi nel fondo del lago sostiene il grande piano di tavole di legno su cui è costruito il villaggio, come si è fatto per un lungo periodo di tempo, dalla fine del Neolitico, nell’età del Rame e fino all’età del Bronzo (4.000 a.C. 1.500 a.C.), per scopi economici e difensivi.

Al pomeriggio potete accedere liberamente senza prenotazione ai laboratori di archeologia preistorica programmati per la giornata e attivi dalle 13.30 fino alla chiusura del parco.

Gita a Giocabosco e ad Archeopark
Laboratorio di archeologia preistorica
Gita a Giocabosco e ad Archeopark
Laboratorio di archeologia preistorica

Il parco è fruibile con i passeggini e le carrozzine per disabili.

Come Giocabosco anche Archeopark è convenzionato con Viviparchi, scopri l’agevolazione riservata alla tua famiglia.

Per maggiori informazioni su Archeopark visita il loro sito


Settimana prossimo ti parlerò di un’altra meta molto bella da visitare con i bambini.

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Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro

Gita a Giocabosco e ala Lago di Ledro

Per tutti i nostri ospiti che sono in cerca di idee per completare il loro fine settimana in zona, ecco la seconda proposta: il Lago di Ledro.

Qui trovi la prima: Il Parco delle fucine di Casto

Il Lago di Ledro

Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro

A un’ora e venti da Giocabosco, costeggiando il Lago d’Idro e passando dalla Lombardia al Trentino, si arriva al Lago di Ledro.

Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro

Il Lago di Ledro è a 650 metri di altitudine. Il perimetro del Lago è di circa 10 Km e la passeggiata intorno al Lago di Ledro si percorre in circa un paio d’ore con dislivello minimo. A parte il tratto da Molina a Pur, lungo il quale si transita sulla strada comunale (pericolosa da percorrere a piedi con i bambini perché stretta e senza marciapiede), il resto del percorso è su tracciato sterrato a bordo lago. Oltre alle spiagge potrai visitare Ledro Land Art e Il Museo delle Palafitte, te ne parlo più sotto.

Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro
Spiaggia di Pur

Le spiagge

Troverai quattro spiagge pubbliche e una per i cani, noi abbiamo scelto quella di Pur perché è la più tranquilla.

  • Spiaggia pubblica di Pieve di Ledro. È situata sulla sponda nord-ovest del Lago di Ledro, è divisa in tre zone e dispone di vari servizi tra i quali un campo da beach volley, ampio parcheggio, bar e pizzerie, parco giochi per bambini e campo da minigolf.
  • Spiaggia pubblica di Molina di Ledro. La spiaggia è in località Besta, è la più grande e la più esposta al sole; trovi un grande prato verde, il campo da beach volley, i campi da tennis, servizi igienici, ampio parcheggio e bar.
  • Spiaggia pubblica di Mezzolago. La spiaggia pubblica di Mezzolago si trova sulla sponda nord del Lago di Ledro e a due passi dal centro abitato. Ha un ampio prato con parco giochi per bambini, tavoli per pic nic e in spiaggia c’è un pontile galleggiante.
  • Spiaggia pubblica di Pur. La spiaggia pubblica di Pur è la più tranquilla della valle e si trova sulla sponda sud del Lago di Ledro; trovi un grande prato con parco giochi per bambini, parcheggio a pagamento, bar e pizzeria nelle vicinanze. Divisa da una staccionata con rete trovi la spiaggia per cani.

Nonostante non ci siano cestini per i rifiuti, è tutto molto pulito. Organizzati con sacchetti diversi per riportare a casa i tuoi rifiuti differenziati.

Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro
Spiaggia di Pur

Il Museo delle Palafitte

Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro

Le sponde del Lago di Ledro sono abitate da almeno 4.000 anni e ospitavano un villaggio palafitticolo. Nell’ultimo secolo sono stati rinvenuti più di 10.000 pali che hanno valso al sito archeologico del Lago di Ledro il riconoscimento dell’UNESCO. Il museo e il villaggio ricostruiscono l’insediamento palafitticolo del Lago di Ledro e fanno rivivere al visitatore la vita dei nostri antenati.

Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro
Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro
Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro

Ledro Land Art

Oltre a questo bellissimo sito archeologico, non puoi non visitare il percorso artistico nel bosco di Ledro Land Art.

Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro
Gita a Giocabosco e al Lago di Ledro

Tutte le informazioni su Ledro Land Art le trovi qui https://www.vallediledro.com/it/ledro-land-art.

Il Lago di Ledro è questo ma anche tanto altro, se vuoi sapere cosa altro visitare consulta il sito ufficiale del Lago.

Settimana prossimo ti parlerò di un altro posto poco conosciuto, ma molto bello da visitare con i bambini.

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Gita a Giocabosco e al Parco delle Fucine

Parco Fucine di Casto

Giocabosco si trova a pochi Km dal Lago di Garda, ma non solo!

Per tutti i nostri ospiti che sono in cerca di idee per completare il loro fine settimana in zona, ecco la prima proposta!

Il Parco delle fucine di Casto

Gita a Giocabosco e al Parco delle Fucine

Salendo verso la Valsabbia (30 minuti da Giocabosco), si trova il Parco delle Fucine di Casto, un luogo immerso nella natura e nella storia. Seguendo sentieri ben segnati, è possibile fare una bella passeggiata adatta ai bambini.

Il percorso

Il percorso ha una durata di due ore circa, ma con i bambini ci impiegherai di più perché ci sono molti punti nei quali fermarsi a giocare e da esplorare.

E’ sconsigliato l’uso del passeggino.

Si parte dal chiosco e si prosegue sul sentiero degli alpini fino al Rifugio Paradiso (altitudine di circa 800m), un percorso molto semplice per tutte le età, che passa a fianco di 5 laghetti, ricco di passerelle e al suo interno obbliga il passaggio sotto una cascata. Raggiunto il Rifugio Paradiso il sentiero sale verso Luina e discende sino al fiume. Si prende poi una salita cementata, molto corta, giunti in cima si discende dal sentiero Sapei, per entrare nel Parco delle Fucine e giungere nuovamente al chiosco. Il sentiero è per il 90% all’ombra e con un dislivello di 150m.

Consigliate le scarpe da trekking.

Parco delle Fucine

In più, per i bambini dai 5 ai 9 anni, è possibile accedere al Mini Park, un percorso composto da:

  • due percorsi dell’equilibrio su cavo e su tronchi
  • due zip line
  • due ferrate su roccia
  • un ponte tibetano
Parco delle Fucine

Per maggiori informazioni visita il sito del Parco delle Fucine https://www.ferratecasto.com/.

Settimana prossimo ti parlerò di un altro posto poco conosciuto, ma molto bello da visitare con i bambini.

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Il Giocabosco Di Sartori Michela, Via del Colle 21 - 25085 - Gavardo (BS) - P.I. 02569620988

Parco Tematico Didattico - Didattica nella Natura