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Memory degli Gnomi

Ricordo con nostalgia alcune immagini del memory di quando ero bambina, quanto ci ho giocato.

Gli Gnomi hanno creato un memory con le immagini e i personaggi del bosco. Per chi è stato a Giocabosco questo memory non è solo un gioco di memoria, ma un motivo per ricordare e parlare con i bambini di un giorno felice.

Istruzioni per giocare

  • Stampa e se hai la possibilità plastifica i tre fogli, ritaglia le carte.
  • Mescola le carte e distribuiscile sul tavolo.

Obiettivo del gioco

L’obiettivo del Memory è formare coppie di carte uguali. È un gioco che allena la memoria, è importante per i bambini ma anche per gli adulti.

Regole

  • Una volta stabilito il primo giocatore, potete iniziare la partita.
  • A rotazione, ciascun giocatore scopre due carte. Quando le carte vengono scoperte bisogna fare attenzione anche se non è il nostro turno. Ricordare la collocazione delle singole coppie di carte uguali infatti è la chiave per vincere a Memory.
  • Se un giocatore scopre due carte diverse, esse devono essere nuovamente disposte a faccia in giù. In tal caso il giocatore non incassa nessun punto.
  • Il turno passa quindi al giocatore successivo. Quest’ultimo avrà il vantaggio di aver visto le due carte scoperte dal giocatore precedente.
  • Quando un giocatore scopre una coppia di carte uguali, fa due punti. Lo stesso giocatore ha poi diritto a scoprire altre due carte. Il giocatore prosegue a scoprire coppie di carte fino a che non sbaglia accoppiamento.
  • Quando il giocatore sbaglia, tocca al giocatore successivo formare le coppie.
  • Vince chi ha indovinato più copie.

Caccia al tesoro di Santa Lucia

caccia al tesoro di santa lucia

“Per vivere al meglio l’emozione dell’attesa, 

ho preparato una sorpresa.

Una caccia al tesoro

per i mie bambini che adoro!

Dieci indizi da trovare,

dieci prove da superare.

Serviranno anche: una matita,

le forbici e la colla preferita,

un’altra cosa è necessaria:

abbondante magia nell’aria.”

Santa Lucia

Giocabosco è in provincia di Brescia e in questa zona, la notte più attesa dai bambini, è la notte di Santa Lucia.

La sera del 12 Dicembre i bambini vanno a letto presto, la notte Santa Lucia passerà a lasciare giochi e dolci.

Ogni giorno i bambini chiedono: “Quanto manca a Santa Lucia?” Fanno il conto alla rovescia e i giorni passano lenti.

Per questo è nata l’idea di questa caccia al tesoro.

Per divertirsi insieme ai bambini nell’attesa della notte magica.

Caccia al tesoro di Santa Lucia

La caccia al tesoro è composta da dieci prove, ogni prova è diversa dall’altra, i testi sono in rima.

I bambini dovranno prima superare la prova e capire dove è nascosto l’indizio successivo e poi andare a cercare l’indizio.

Può essere fatta da un bambino da solo con l’aiuto di un adulto oppure da più bambini.

E’ necessaria la collaborazione di un adulto per nascondere gli indizi.

La caccia al tesoro è adatta a bambini dai 6 anni compiuti che sanno leggere.

La caccia al tesoro di Santa Lucia è composta da:

  • un PDF con le prove da stampare e nascondere.
  • PDF di istruzioni e suggerimenti per organizzare la caccia al tesoro al meglio.
  • il PDF con le soluzioni delle prove.

Durante la caccia i bambini dovranno assemblare alcune cose (semplici), servono quindi le forbici e la colla stik.

di seguito trovi la caccia al tesoro per i più piccoli

FILASTROCCA DI SANTA LUCIA

Sento suonare un campanello,

è Santa Lucia con il suo asinello?

Quanta agitazione in questi giorni

con la Santa nei dintorni.

I bambini hanno scritto la letterina

e preparato il piatto con la farina.

Hanno promesso che saranno buoni

e così si aspettano tanti doni.

A noi genitori una sola raccomandazione,

tramandare intatta la tradizione.

Con emozione far vivere l’attesa,

mantenendo la tensione accesa.

Più dei regali, quello che i bambini non scorderanno, 

sarà la magia dell’attesa lunga un anno.

L’origine della tradizione della Castagna Matta

L'origine della tradizione della Castagna Matta

A furia di cercare e leggere antichi testi degli Gnomi, lo Gnomo Gelsomino ha trovato l’origine della tradizione della Castagna Matta.

L’origine della tradizione della Castagna Matta

In un tempo che è troppo lontano da definire, Madre Natura fu interpellata per una questione piuttosto controversa.

Nel bosco della valle delle cascate, lo Gnomo Marón, custode di un castagno e lo Gnomo Fafiét, custode dell’ippocastano, litigavano per stabilire quale fosse l’albero che produceva i frutti più importanti.

Marón sosteneva fosse il castagno, altrimenti perché Madre Natura avrebbe dotato il suo frutto di un riccio tanto spinoso? “Solo le cose preziose vengono protette in involucri difficilmente accessibili”, diceva spesso.

Anche lo Gnomo Fafiét era dell’opinione che fosse il suo protetto, l’albero con i frutti più desiderati.

Madre Natura chiese ai due Gnomi di andare al suo cospetto con tre piatti cucinati con le castagne del loro albero.

La sfida

Il primo fu lo Gnomo Marón che portò in un cestino ricoperto di foglie di castagno, un piatto con della zuppa di castagne, un cartoccio di castagne arrostite e per finire un bicchiere con del delizioso budino di castagne.

Che bontà! Madre Natura assaggiò con gusto ogni piatto, ne chiese la ricetta e congedò lo Gnomo Marón promettendogli che entro un mese avrebbe avuto l’attesa risposta.

Una settimana dopo venne ricevuto lo Gnomo Fafiét che si presentò al cospetto di Madre Natura, con una vellutata di castagne matte, gnocchi di castagne matte e frittelle di castagne matte.

Per Madre Natura fu davvero difficile gustare questi piatti, sia prché il gusto era terribile, ma sopratutto perché le stava arrivando un fortissimo raffreddore.

Anche lo Gnomo Fafiét fu congedato con la promessa che avrebbe ricevuto presto una risposta.

Il verdetto

Il primo giorno del mese successivo, i due Gnomi furono invitati a presentarsi sulla montagna più alta della Valle delle Cascate.

Madre Natura era molto soddisfatta della conclusione alla quale era arrivata.

Parlò prima allo Gnomo Marón lodando la bontà dei piatti preparati con la castagna. Lo Gnomo era al settimo cielo, sicuro di aver vinto la sfida, ma Madre Natura lo invitò a frenare il suo entusiasmo.

Madre Natura racconto ai due Gnomi e a tutti i presenti, che il giorno dopo aver assaggiato le pietanze cucinate con la castagna matta, si era svegliata e il raffreddore era solo un lontano ricordo.

Disse quindi allo Gnomo Fafiét che le sue castagne matte erano terribili da mangiare, ma avevano un grande potere, tenere alla larga il raffreddore. Sconsigliava però di mangiarle, bastava custodirle in tasca per tutto l’inverno.

Gli Gnomi si allontanarono entrambi soddisfatti, la rivalità era sciolta.

Come da tradizione quella importante giornata non poteva che concludersi con una bella festa.

Da quel giorno le castagne furono sfruttate al meglio per le loro qualità in tutti i villaggi degli Gnomi e non solo.

Ecco svelato il mistero della castagna matta.

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La leggenda della castagna matta e il raffreddore

la leggenda della castagna matta e il raffreddore

Una antica leggenda contadina degli Gnomi narra che, tenere in tasca una castagna matta, ti aiuta a prevenire il raffreddore.

La castagna matta è il frutto dell’ippocastano, non del castagno, ha una forma più tondeggiante rispetto alle castagne e non è commestibile.

Gli Gnomi nel raccolgono tantissime da regalare a tutti i loro amici umani perché le tengano in tasca.

Le Gnome sono molto gelose dei loro rimedi naturali a base di miele, limone, aceto, sale, acqua, erbe e anche delle loro leggende e non ci vogliono dire in che modo la castagna matta tiene alla larga il raffreddore.

Le tradizioni si tramandano di generazione in generazione e se ne perdono le origini e le motivazioni.

Per sicurezza anche noi abbiamo raccolto tante castagne matte da regalare ai nostri amici e in più le abbiamo utilizzate per fare tantissimi lavoretti che nei prossimi giorni troverai nelle storie di Instagram e Facebook.

Abbiamo ancora bisogno delle tradizioni?

Gli Gnomi pensano di si e sono felici di esserne i custodi.

Le tradizioni sono le nostre radici.

La filastrocca della castagna matta

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Caccia al tesoro del primo giorno di scuola

caccia al tesoro del primo giorno di scuola

Ho lavorato tutta l’estate a un progetto per rendere più felice il rientro a scuola a settembre ai 𝙗𝙖𝙢𝙗𝙞𝙣𝙞.

Allo stesso tempo sono sicura che le 𝙢𝙖𝙚𝙨𝙩𝙧𝙚 e i 𝙢𝙖𝙚𝙨𝙩𝙧𝙞 saranno contenti di avere un aiuto per questo rientro così particolare, dove l’accoglienza sarà senza abbracci e sorrisi.

Caccia al tesoro del primo giorno di scuola

Ho pensato a una caccia al tesoro del primo giorno di scuola, studiata nei minimi particolari perché sia divertente, ma allo stesso tempo non metta in difficoltà gli insegnanti per il rispetto delle regole sulla prevenzione covid.

Caccia al tesoro del primo giorno di scuola

Sarà garantito il divertimento, tanto quanto il distanziamento!

Dopo il successo della Caccia al tesoro al chiuso e della Caccia al tesoro all’aperto non poteva mancare la:

Caccia al tesoro del primo giorno di scuola

La caccia è composta da 10 prove, va giocata preferibilmente all’aperto, ma va bene anche all’interno di una palestra.

I bambini saranno disposti in ordine sparso, distanziati tra loro, oppure in un grande cerchio.

Ogni bambino, singolarmente, avrà a disposizione tutto il materiale necessario per svolgere la caccia al tesoro.

Le prove non prevedono di andare a cercare degli oggetti nascosti, ma di svolgere delle azioni.

Questa Caccia al tesoro è adatta per bambini dalla classe seconda alla classe quinta della scuola primaria.

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Uno spazio in natura di proprietà di tuo figlio

Uno spazio in natura di proprietà di tuo figlio

Voglio farti riflettere, ma ti darò anche una soluzione pratica per venire incontro ad una esigenza fondamentale del tuo bambino.

Dobbiamo dare ai bambini del tempo per vivere all’aperto, del tempo per incontrare il mondo che gli uomini non hanno creato: insetti, terra, acqua, sassi, nuvole, alberi…..

Quanto tempo passa il tuo bambino/a a contatto con la natura?

Se pensi a quando eri bambina/o, quali sono i tuoi ricordi più belli dei giochi d’infanzia?

L’ho chiesto a parecchi adulti con più di 40 anni e le risposte sono state:

  • “il mio rifugio sull’albero”,
  • “la caccia ai pipistrelli le sere d’estate”,
  • “cercare le lucciole”,
  • “costruire fortezze nel boschetto vicino a casa”,
  • “fare il bagno nel fiume”,
  • “correre nell’erba alta”,
  • “giocare con il fango”,
  • “costruire dighe nei ruscellerei dopo la pioggia”

I tuoi figli hanno mai fatto uno di questi giochi?

Ora stare all’aperto significa andare al parco giochi, giocare nei campetti di calcio o basket, andare in piscina, ma in questi spazi di natura non ce n’è molta. Ci sono il sole e l’aria che fanno senz’altro bene, ma manca il contatto diretto con l’ambiente naturale.

Rispetto alle generazioni passate, i bambini di oggi non hanno quasi mai occasione di passare del tempo all’aperto in giochi non strutturati.

Non hanno l’opportunità di stupirsi, di scoprire e meravigliarsi di tutto quello che la natura crea.

Uno spazio in natura di proprietà di tuo figlio

Premessa: un giardino perfetto è bello ma poco funzionale per la crescita di tuo figlio/a.

Queste indicazioni sono per te che hai un pezzo di giardino, cortile, spazio, aiuola da “regalare” a tuo figlio.

  1. In questo spazio il bambino/a deve essere libero di scavare, costruire, nascondere, piantare e fare quello che vuole.
  2. Se il bambino ha più di 5 anni, puoi rendere anche ufficiale la cessione di questo spazio con un cartello con scritto “spazio di proprietà di….” oppure con un contratto di affitto con la sua firma.
  3. In questo spazio non ci deve essere erba, rimuovila e scava un pò il terreno per ammorbidirlo. Se è troppo duro mescolalo con un sacco di sabbia di fiume.
  4. Regala ai bambini piccole palette da giardinaggio, vanghe, secchi e lasciali fare.
  5. Sicuramente in giardino ci sarà un rubinetto di acqua. Lascia che i bambini trasportino l’acqua con i secchi o con dei piccoli annaffiatoi, fare avanti e indietro da questo rubinetto, sarà parte del divertimento.
  6. Dopo aver piovuto si creerà del fango e per i bambini sarà ancora più divertente.
  7. Per i momenti di pausa, o di osservazione del lavoro fatto, lascia a disposizione qualcosa su cui sedersi, grossi sassi, un tronco, una panchina….
  8. Se in questo spazio possono giocare anche con degli alberi, sarebbe perfetto, qui trovi delle idee per giocare con le piante https://www.giocabosco.it/importanza-per-i-bambini-di-giocare-con-gli-alberi
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L’importanza per i bambini di giocare con gli alberi

Ci sono tantissimi motivi per i quali gli alberi sono indispensabili per la nostra vita e li conosci tutti, anche se forse a volte te ne dimentichi.

Te ne ricordi quando vai al parco giochi con i tuoi bambini, per esempio, e non c’è neanche un albero. Chissà quante volte ti sei chiesta/o come mai chi progetta questi spazi si dimenticarsi che le piante sono fondamentali per fare ombra e abbassare la temperatura del parco.

E poi lo sappiamo: purificano l’aria, ci danno la frutta, forniscono materiale combustibile e la materia prima dei nostri mobili, controllano l’erosione, abbelliscono il paesaggio.

L’importanza per i bambini di giocare con gli alberi

Ma per i bambini, quanto e perché sono importanti gli alberi?

Sono molto importanti perché offrono un punto diverso dal quale guardare il mondo. Possono essere per loro un rifugio e un modo di mettere alla prova la loro forza e le loro capacità motorie.

Sono in oltre una fonte di gioco, eccone alcuni:

  • appendere un’amaca tra due alberi per: giocare a dondolarsi forte e ribaltarsi, raccontare storie, rilassarsi, dormire. Se non hai un’amaca puoi usare delle vecchie lenzuola annodate all’estremità e poi assicurate all’albero con una corda;
  • arrampicarsi su un albero (insegna ai bambini a mantenere sempre tre punti di contatto, due mani, un piede ecc.);
  • un albero solido può essere una base per una casetta o per appendere un’altalena, una corda o degli anelli. Per non danneggiare la pianta metti tra la corda e la corteccia una protezione;
  • con un gomitolo di lana o uno spago si può costruire una grande ragnatela e poi giocare a cercare di superarla;
  • legare uno spago ad altezza bambino ad un albero e proseguire verso altri alberi, il bambino poi dovrà andare lungo il percorso ad occhi chiusi tenendo lo spago;
  • giocare a nascondino;
  • mettere un lenzuolo a cavallo di un ramo basso e fare una tenda;

Insegna ai tuoi bambini ad avere sempre rispetto degli alberi, non si spezzano i rami e non si strappano le foglie, fate sempre attenzione anche a non danneggiare la corteccia.

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I bambini hanno bisogno di creare con la natura

La natura offre a te, ma sopratutto ai bambini, tante idee per esprimere la creatività e divertirsi. Sicuramente anche tu da piccola/o avrai giocato in questo modo e leggendo gli spunti che ti lascio di seguito, torneranno alla memoria tanti momenti speciali.

Forse, ora che sei adulto hai dimenticato quanto facilmente ti divertivi da bambino e con attività a costo zero.

Sporcarsi le mani e giocare con gli elementi della natura è una attività che non possiamo far mancare ai nostri bambini. I bambini hanno bisogna di creare con la natura perché gli oggetti che manipolano ogni giorno, danno loro poco spazio per esercitare la fantasia e la creatività.

I bambini hanno bisogno di creare con la natura, ecco qualche idea:

  • Costruire un nido per gli uccellini fatto di fili d’erba secchi e fango.
  • Piantare un girasole.
  • Creare una barca in miniatura con cortecce, legnetti, foglie e portatela a veleggiare in un ruscello o al lago (oppure a casa in una bacinella).
  • Giocare a rotolare da una collina (divertentissimo!!!).
  • Creare un collage di elementi naturali usando foglie, erba, fiori e incollarli su un cartoncino.
  • Scavare alla ricerca di vermi (non fargli male e dopo averli osservati rimettili nella terra).
  • Uscire dopo un temporale a saltare nelle pozzanghere (meglio se fangose).
  • Costruire uno spaventapasseri.
  • Piantare bulbi, semi, alberi.
  • Costruire e giocate con un aquilone.
  • Organizzare un pic-nic sotto le stelle.
  • Costruire collane e coroncine con i fiori di campo e fili d’erba.
  • Costruire cestini fatti con gli steli della piantaggine che sono lunghi e non si spezzano.
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Il Giocabosco Di Sartori Michela, Via del Colle 21 - 25085 - Gavardo (BS) - P.I. 02569620988

Parco Tematico Didattico - Didattica nella Natura