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Un bosco magico ci aspetta

Giocabosco a Gavardo

di Valeria Gasperi
Gavardo (Brescia) - Mamma, geometra e da sempre innamorata della natura, Michela Sartori racconta come ha preso forma Giocabosco . Dalla fantasia vivace di un'intraprendente ragazza, ecco per giovanissimi e meno giovani un¹occasione per una pausa rigenerante, sospesi tra il sogno e lo svago in mezzo alla natura.

Una prima domanda riguarda l'entusiasmo che ti ha guidata nella creazione di Giocabosco. Quale sogno abita in te e quali valori ti proponi di trasmettere attraverso questa iniziativa?
«L'idea è nata osservando la gioia dei miei bambini, Alessia di cinque anni e mezzo e Simone, di quattro, mentre scorrazzavano in questo bosco quanta gioia nell'arrampicarsi, nel trovare una ghianda, nello sporcarsi, nello scovare un nido! È bastato questo stimolo per costituire una ditta individuale e ho poi lavorato al mio progetto insieme alla famiglia e agli amici.

Qualche lacuna dovuta all'inesperienza nel settore è stata superata di slancio, grazie all¹entusiasmo e all¹amore che da sempre ho per la natura. Prima di diplomarmi come geometra, sono stata per moltissimi anni una scout  e da sempre mi piacciono i bambini. Unire tutte le mie passioni, natura, bambini, fantasia, stare insieme è stato dar vita al Giocabosco ».

E ora una domanda di pura utilità: come si raggiunge Giocabosco?
«Dall'uscita Brescia Est si segue la SS45bis in direzione Salò-Lago di Garda fino all'uscita di Gavardo . In seguito si segue la direzione per Soprazzocco.
Siamo aperti dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18».

Il contatto diretto con la natura non è un'esperienza frequente e alla portata di tutti i bambini?
«Infatti. Soprattutto ai bambini che abitano in città vorremmo offrire la possibilità di trascorrere un¹intera giornata completamente immersi nel mondo del bosco, protagonisti assoluti, nella storia, nelle attività, nel contatto con la natura. Lo scopo è di farli divertire, farli sentire liberi di esprimersi, insegnare loro ad amare l'ambiente e i materiali della natura, soprattutto il legno che è anche il solo materiale utilizzato per realizzare i giochi a disposizione nel bosco».

C'è una fascia d'età a cui in particolare vi rivolgete?
«Abbiamo adeguato l'intero bosco bosco, la storia che vi si può conoscere e vivere, l'attività didattica e i giochi a bambini tra i due e i sei anni».

Piccoli visitatori accompagnati?
«Certo, possono visitare Giocabosco in compagnia dei loro insegnanti, ma anche dei genitori e dei fratelli più grandi. Siamo anche certi che non dispiaccia a nessun adulto l'idea di una domenica tranquilla in mezzo alla natura, lasciando giocare i bambini liberi, senza pericoli. Giocabosco è anche una mèta interessante per gite d'istruzione ».

Il messaggio dell'amore e della salvaguardia della natura è ben recepito nell¹infanzia?
«I bambini non chiedono di meglio che giocare liberi a contatto diretto con la natura e intuiscono immediatamente la presenza di regole da rispettare, perché l'ambiente che li circonda resti sempre bello come quando lo hanno scoperto. È quindi è facile per loro, attraverso la storia degli Gnomi , apprendere e fare propri diversi concetti basilari in materia di educazione ambientale ».

Qual è, ad oggi, la risposta delle scuole e delle famiglie?
«MI aspetto di poter fare una valutazione realistica proprio in occasione della giornata di inaugurazione, a Pasquetta. Molte scuole Materne, comunque, hanno accolto con interesse la nostra proposta. Il tema della salvaguardia della natura è davvero molto sentito in ambito scolastico e le maestre hanno apprezzato il nostro sforzo di coinvolgere e sensibilizzare i loro piccoli alunni. Ti confesserò inoltre che le richieste di visita da parte di tante famiglie dimostra come la vita degli Gnomi affascini tanto i figli quanto i genitori!».

Cosa significa, da un punto di vista pratico, promuovere delle attività in tutta sicurezza in un contesta naturale?
«Quando si va nel bosco con dei bambini piccoli, il timore più grande è perderli. Il Giocabosco , completamente circoscritto, consente una completa spensieratezza ad adulti e bambini. Nei punti di maggiore pendenza le scarpate sono delimitate da staccionate o cespugli. Desideriamo più di ogni altra cosa garantire ai piccoli tutto il tempo di elaborare lo stupore e di prendere contatto liberamente con l'ambiente incantato che li circonda ».

Quanto incidono nella "magia" di Giocabosco le caratteristiche ambientali della zona in cui sorge?
«Il Giocabosco è composto quasi completamente da alte querce , molto belle ed imponenti, che si adattano perfettamente all'ambientazione fantastica della vita degli Gnomi. Il bosco è costituito da sei balze che d'estate, quando la vegetazione è al massimo del rigoglio, formano un ambiente molto suggestivo, affascinante per i bambini. Per aumentare il senso di incantamento e l¹impressione di vivere in una fiaba, sugli alberi sono collocate le abitazioni degli Gnomi e tutte le indicazioni (regole del bosco, wc, area pic-nic, ecc.) sono state realizzate con disegni di animali o gnomi, e non con numeri o lettere dell¹alfabeto».

In tema di fruibilità, è possibile per la famiglia consumare un pasto portato da casa?
«L'area pic-nic, dove si trovano anche i servizi igienici, è attrezzata con tavoli e panche e vi si può tranquillamente consumare cibo portato da casa. C'è anche un fuoco per chi volesse usufruirne».

Esiste del materiale didattico che può essere consultato o asportato per utilizzo successivo, in classe o per cultura personale?
«Prima di ripartire, ogni bambino riceve un medaglione di legno con il riconoscimento di Guardiano del bosco e una copia cartacea della storia di Giocabosco che gli è stata narrata. Le illustrazioni, che riproducono quelle presenti anche nel bosco, aiutano a riprendere a casa o in classe il racconto e il ricordo della gita attraverso le parole e le immagini».

Come vivrà Giocabosco le stagioni future?
«Per questa primavera ci concentreremo sulle gite scolastiche, ma per l'estate ci piacerebbe diventare un punto di ritrovo per i bambini della zona. Il bosco è completamente ombreggiato, quindi anche con le temperature elevate potremo permetterci di organizzare cacce al tesoro e laboratori vari, sull'acqua, il legno, la pittura. Se ne avremo sarà la possibilità, creeremo uno spazio coperto per proseguire le attività anche in autunno e inverno. Restiamo comunque aperti alle richieste dei visitatori e a nuovi suggerimenti».